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Nelle grotte e' visibile una delle stalagmiti piu' alte del mondo |
La grotta di Ispinigoli si contraddistingue per la presenza di una lunga colonna alta circa 38 m (una tra le più imponenti a livello mondiale), che unisce la volta alla base della grotta. In epoca passata veniva utilizzata come rifugio.
L'entrata nella grotta trasporta il visitatore in un ambiente eccezionale, per la presenza delle concrezioni somiglianti a grandi colonne vicine alle pareti, per la contrapposizione delle piccole stalagmiti, davvero minuscole rispetto alla stalagmite principale, e per l'impatto, infine, delle numerose concrezioni ondulate.
Eccezionale è l'interesse della voragine dal punto di vista storico: il ritrovamento di resti umani di ridotte dimensioni, di anelli, monili e simboli solari hanno rivelato l'esistenza nella grotta di un pozzo sacrificale fenicio. Fino a pochi decenni fa veniva utilizzata dai locali pastori per ripararsi e mettere a ricovero il gregge in alcuni periodi dell'anno. All'interno della grotta la temperatura è pressoché costante intorno ai 15 gradi durante tutto l'anno.
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Il caratteristico museo-parco s'abba frisca (l'acqua fresca) |
Il Museo, di proprietà privata, è situato all'interno di un parco ricco di acque alimentate dalla sorgente "S'Abba frisca" (l'acqua fresca).
Il tema principale del parco-museo è sintetizzato in due itinerari: naturalistico ed etnografico.
Il percorso ha inizio con la presentazione delle specie vegetali.
Seguono i luoghi di lavoro, le attrezzature e le dimore agro-pastorali tradizionali: il cuìle, tipica capanna del capraio realizzata in blocchi di basalto e copertura conica di ginepro, con interno dotato di focolare e arredi per la lavorazione del latte; il cortile del contadino; il magazzino delle scorte, con i silos in sughero per la conservazione dei cereali, le misure e varie bardature per animali da soma, funi e marchi; l'angolo del fabbro, con un mantice ottocentesco, la fucina, varie attrezzature e la macchina per ferrare i buoi.
Si passa poi alla vetrina dei fossili e alle piante.
L'ambiente accanto ospita varie sezioni: la ricostruzione di due camere da letto ottocentesche con soffitto in travi e tavole di quercia, complete di arredi e biancheria d'epoca; gli attrezzi per la lavorazione della lana, con due antichi telai, tessuti, indumenti quotidiani e costumi festivi; un calesse dell'Ottocento, una collezione di ruote, strumenti musicali, gli attrezzi per la lavorazione del vino e dell'olio e l'angolo delle medicine tratte dalle piante officinali.
L'ultimo ambiente è "sa coghina 'e coghere", con il forno e le attrezzature per la produzione del pane carasau. Segue un percorso di palme nane, mirti, corbezzoli, cisti, lentischi, olivastri e sorbi alternati a mangiatoie di pietra tradizionali. Oleandri di vari colori e cipressi arizonici chiudono l'itinerario.
fonte: www.sardegnacultura.it
