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Uno dei tanti bellissimi murales di Orgosolo

Orgosolo è certamente uno dei paesi-simbolo della Sardegna dell'interno. "Il villaggio ha l'aspetto di un nido d'aquila" scrisse nel 1892 Pasquale Cugia "come di una fortezza a cui la natura ha gettato dinanzi baluardi e fossati. Vive l'orgolese lassù nel suo nido... e ama le sue rupi, i suoi pascoli fino alla passione, fino alla nostalgia. L'orgolese ardito, fiero, vago di avventure, ha nel sangue l'ardore bellicoso, l'irrequietezza delle razze nomadi; è ospitale nella sua rocca ed entrati nel suo territorio, voi gli siete sacri e gli son sacre le cose vostre".

Centro fondamentale della cultura della Barbagia pastorale, il paese, che si estende ai piedi delle montagne del Supramonte, divenne famoso negli anni della lotta dei contadini e dei pastori per la difesa delle terre contro l'esproprio.

Il banditismo degli anni sessanta lasciò il suo segno: nel suo film Banditi a Orgosolo, il regista Vittorio De Seta narrò con stile freddo e asciutto la dura vita dei pastori e la diffidenza tradizionale nei confronti dello Stato. La passione politica e sociale ha lasciato in paese vistose tracce: sono centinaia i murales che, dal 1975 circa in poi, sono stati dipinti sulle facciate delle case e sulle rocce intorno al paese.

Perché visitare Orgosolo

I murales raccontano anche scorci di vita Sarda

Inconfondibili scorci paesaggistici barbaricini, con il maestoso Supramonte che sovrasta l'abitato. La corona di murales policromati che decora le case e comunica la fiera coscienza politico sociale del paese. Ma, soprattutto, l'ospitalità impeccabile che gratifica il visitatore con piatti gastronomici corposi e dal gusto intenso.

La lunga galleria di immagini racconta della vita dei pastori, degli episodi delle lotte per la terra, delle tradizioni sarde e delle ingiustizie di altri angoli del mondo. Dell'antico tracciato urbanistico del paese poco rimane in piedi: solo alcune casette appartate mostrano qualcuno dei caratteri tradizionali, mentre la chiesa di San Pietro conserva ancora il campanile quattrocentesco. La festa dell'Assunta a Ferragosto e la festa di S. Anania la prima domenica di giugno sono un forte richiamo per i turisti.

fonte: www.sardegnaturismo.it


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